domenica 24 marzo 2013
Ragioni di una candidatura
Da diverso tempo, la nostra città subìsce una involuzione: non c’è attenzione verso le attività produttive; non c’è una adeguata fornitura di servizi ai cittadini; non c’è cura della città, solo per citare alcune rilevanti criticità.
In breve, Giarre ha vissuto un continuo regresso economico e sociale.
Davanti alla constatazione dello stato attuale della nostra città non si può restare passivi, e lamentarsi in modo sterile.
Da cittadino, sento il dovere di impegnarmi in prima persona, per realizzare un cambiamento radicale.
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Preliminarmente, desidero porre in rilievo che quanto di seguito passerò ad esporre non ha la pretesa di una esaustiva impostazione programmatica, ma intende semplicemente rappresentare in modo sintetico alcune linee di intervento imprescindibili.
Si tratta di direttrici operative che in questa sede non sono collocate in ordine di priorità.
Del resto, un programma compiuto, base di una azione amministrativa efficace, deve necessariamente essere una reductio ad unitatem, un insieme organico e coordinato di interventi.
Tutti i necessari approfondimenti saranno oggetto e contenuto del programma che sarà presentato sulla base della normativa vigente.
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La nostra Giarre non è mai stata così sporca come negli ultimi anni. Il servizio di raccolta differenziata non ha funzionato, ma la t.a.r.s.u. …”ha funzionato”, le nostre tasche lo sanno bene!
L’a.t.o. è stato davvero un …ambito territoriale ottimale per “creare poltrone” ben pagate, ma non certo per tutelare l’ambiente.
E poi, la caduta di cenere vulcanica non può essere considerata da chi amministra un fatto episodico.
L’amministrazione deve quindi attrezzarsi per evitare, prima di tutto, danni alla salute.
Non si può fare respirare quella polvere ai cittadini per giorni e giorni.
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Le nostre strade sono distese piene di “trappole” per la circolazione veicolare e pedonale.
Si rivela assolutamente necessario attuare un serio programma di interventi di manutenzione per la sicurezza stradale, compresa, naturalmente, una rinnovata cura della segnaletica.
Nel quadro complessivo della sicurezza della circolazione, va risolto pure il problema dei tombini divelti dalle strade e dalla banchine.
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La cura del verde pubblico esprime la misura del rispetto che una amministrazione ha verso la propria città.
Tuttavia la cura del verde non deve essere intesa in senso riduttivo: essa va considerata in un contesto più ampio, cioè sotto l’aspetto della qualità della vita, del saper realizzare un luogo dove è bello vivere.
Ancora, un verde più ordinato e curato porta benessere anche da un punto di vista economico: non dimentichiamo che Giarre è un importantissimo centro di florovivaismo, meritevole di essere valorizzato e potenziato al massimo.
Infine, il contrasto al degrado urbano si può rivelare un valido alleato per una città più sicura.
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L’agricoltura è stata una risorsa economica importante per il nostro territorio. Oggi, anch’essa risente, inevitabilmente, della difficile congiuntura che stiamo attraversando.
Si tratta di un settore che la politica, ad ogni livello, ha trascurato.
Con il mio impegno a tutela della qualità dei nostri prodotti, il nostro territorio è riuscito ad ottenere una d.o.p., marchio di qualità, per la nostra “ciliegia dell’Etna”, la mastrantoni.
C’è il parmigiano reggiano d.o.p., e adesso c’è anche la ciliegia dell’Etna d.o.p.!
Ora sta a noi tutti, ai produttori in modo particolare, in collaborazione con una politica locale attenta, riuscire a dare valore alla nostra produzione.
È necessario promuovere i nostri prodotti, valorizzarli, farne conoscere la qualità e le virtù salutistiche.
E qui è anche possibile un collegamento con le risorse turistiche: magari, ma non solo, attraverso percorsi gastronomici.
E ancora, agricoltura significa “mangiare sano”, quindi promuovere l’educazione alimentare nelle scuole, sin dall’infanzia.
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Giarre ha una lunga tradizione commerciale, che non è stata adeguatamente né difesa né sostenuta nel corso dell’ultimo decennio.
Di concerto con le associazioni di categoria, occorre individuare soluzioni che possano rendere via Callipoli e corso Italia due grandi gallerie commerciali aperte ed accoglienti.
In generale, compito prioritario di un’amministrazione comunale deve essere quello di porre gli operatori economici nelle condizioni migliori per esercitare la propria attività.
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Giarre ha diverse personalità di rilievo culturale.
Giarre, va ricordato, è il luogo che ha dato i natali a studiosi di valore assoluto, di dimensione europea, come Michele Federico Sciacca e Rosario Romeo.
Noi dobbiamo essere fieri custodi di questa eredità culturale.
Missione prioritaria dell’amministrazione deve essere la valorizzazione della base culturale del territorio, vivace e dinamica, attraverso un’attiva collaborazione con chi divulga sapere.
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Lo sviluppo turistico di Giarre impone di considerare il nostro Comune come una parte di un insieme territoriale più ampio.
Va promosso un “sistema di accoglienza” tra la strutture ricettive operanti sul nostro territorio, unitamente ad un offerta di attività attrattive di qualità, anche in relazione all’afflusso del porto turistico di Riposto.
Va inoltre attuato un collegamento tra i Comuni del litorale ed i Paesi etnei mediante un trasporto agile ed efficiente.
In questo senso, Giarre dovrà assumere il ruolo di Comune - guida di questo progetto.
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Con apposito atto, Giarre è stata individuata come «zona franca».
Come è noto, tale istituto permette di usufruire di un regime fiscale particolare: per esempio, le merci possono entrare senza assolvere alcun tributo doganale.
Più in generale, la zona franca potrà favorire uno sviluppo industriale e commerciale del nostro territorio e di tutto l’hinterland.
Al nostro territorio è stata offerta un’opportunità unica per avviare e consolidare una crescita economica ponderosa.
Non possiamo perdere quest’occasione.
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Non esiste sviluppo senza sicurezza.
Va potenziato l’organico delle forze dell’ordine sul nostro territorio.
Va accresciuta la collaborazione con le medesime per sviluppare la cultura della legalità.
Inoltre, si rivela indispensabile implementare il servizio di video-sorveglianza per le aree sensibili della città.
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Il tema della sanità giarrese è legato da sempre all’ospedale di Giarre, che rappresenta un presidio di tutela della salute per tutto l’hinterland.
Purtroppo, la nostra comunità sta subendo un depotenziamento di tale struttura.
Bisogna invertire la rotta!
Bisogna potenziare alcuni reparti, come quello di cardiologia, che forniscono un servizio indispensabile.
Va inoltre potenziato il servizio di pronto-soccorso, unitamente al servizio di radiologia, per offrire agli utenti la possibilità di usufruire di una t.a.c. funzionante h 24.
Per realizzare ciò serve una rappresentanza forte e libera da condizionamenti e limiti esterni ed estranei agli interessi della città.
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Sul nostro territorio operano diverse associazioni che si occupano di chi si trova in difficoltà. L’amministrazione comunale deve essere sempre più vicina all’associazionismo di settore, che deve essere supportato e valorizzato, attraverso una virtuosa sinergia, affinché nessuno rimanga escluso dall’”ascensore sociale”.
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Per quanto attiene all’ente comunale, vanno poste in essere azioni volte a promuovere il benessere lavorativo e la meritocrazia, valorizzando le professionalità presenti, affinché ogni dipendente comunale possa dare il meglio di sé.
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L’amministrazione comunale deve essere alleata dei giovani, dei loro talenti, delle loro potenzialità e del loro entusiasmo.
Un modo per farlo potrebbe essere quello di organizzare ogni anno una manifestazione per i giovani talenti giarresi, una promozione del loro saper fare, in diversi ambiti, coinvolgendo le forze produttive locali.
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Amministrare una città significa, oggi, essere parte di un dialogo collettivo.
Certo, il dovere di rappresentanza si fonda sul consenso ricevuto sulla base di un programma; tuttavia, il consenso non è un dato statico: esso va inteso in senso dinamico.
Un corretto esercizio quotidiano del dovere di rappresentanza non potrà prescindere dall’ascolto costante delle componenti sociali ed economiche della città.
D’altronde, oggi, c’è maggiore voglia di partecipazione e di rinnovamento, energia che deve trasformarsi in forza costruttrice.
Attenzione però: come ho evidenziato all’inizio, non basta dire che va tutto male, ma occorre assumersi la responsabilità di produrre una trasformazione radicale della cosa pubblica, ad ogni livello.
In questa sede, ho usato spesso il termine “valorizzare”, e non a caso.
Ritengo infatti che missione prioritaria della politica sia conferire valore alle attività, all’impegno, alle speranze dei cittadini.
La politica deve ritrovare il rispetto verso i cittadini-elettori.
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La mia storia è nota: sono stato eletto per due legislature all’assemblea regionale siciliana, e la mia attività parlamentare è agli atti.
Giarre è sempre stata al centro del mio impegno, e lo dimostrano i numerosi finanziamenti che sono stati disposti a beneficio del nostro Comune durante i miei mandati parlamentari.
Chi vi parla, una volta cessato il mandato di rappresentanza, non ha mai cercato posti di “sottogoverno”, non ha vissuto di “rendita di posizione”.
E nessuno può dire il contrario: la verità è nei fatti.
Io sono un cittadino che vuole impegnarsi, senza schermi, a viso aperto, e cerco l’alleanza con cittadini liberi nel pensiero e nell’azione, che vogliono cambiare le cose, che vogliono un Comune amico e non un ente locale distante e distratto.
Parafrasando un illustre filosofo, sappiate che Giarre, per chi vi parla, non è un mezzo, ma un fine.
Non è un mezzo: non ambisco alla carica di primo cittadino per raggiungere, successivamente, altri traguardi.
È un fine: io, quei traguardi, li ho già raggiunti: ho svolto il mio cursus honorum.
Io intendo pormi al servizio di Giarre e della sua comunità nel modo più spontaneo possibile, con l’operosità e la correttezza che hanno sempre contraddistinto il mio impegno sociale.
Di più: che hanno sempre contraddistinto la mia persona.
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Ringrazio tutti gli intervenuti, i giornalisti e le forze dell’ordine presenti.
Mi sia consentito, infine, ricordare, come ci ha detto Papa Francesco, che esercitare il potere significa servire i deboli.
Bisogna rifuggire dalla politica come manifestazione di vanità, e riscoprirla come puro servizio.
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